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Storia

Dalle strade di Istanbulalla guida di due hotel.

Non sono arrivato in cucina dai libri. Ci sono cresciuto dentro, un piatto povero alla volta. Questa è la strada che mi ha portato qui.


Mi chiamo Fatjon Geri, nato a Berat, in Albania, il 19 luglio 1992. Ho imparato a cucinare prima di sapere cosa fosse un mestiere: guardando le mani di mia madre trasformare poco in tanto. Tutto quello che firmo oggi nasce da lì.

Vellutata, la materia povera trattata con rispetto
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Istanbul · 1997

Imparare guardando

Avevo cinque anni e vendevo bottiglie di vetro per le strade. Non era un gioco: con quei pochi soldi tornavo a casa, perché mia madre potesse cucinare. Stavo fermo accanto a lei e imparavo senza parlare. Il burro che sfrigolava tra gli strati di pasta fillo, il byrek steso con le mani infarinate — un piatto povero che, fatto con cura, diventava un signore a tavola. Stavo memorizzando i sapori che oggi porto nelle mie cucine.

Filetto con pelle croccante, gli anni della gavetta
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Igea Marina · 2007

La cucina, non i banchi

Un'altra valigia, un altro viaggio: l'Italia. Alla scuola alberghiera ho fatto solo il primo anno. Uno chef mi ha guardato e mi ha detto «vieni con me». Ho scelto la cucina. Non ho il diploma, è vero: ho le tredici ore al giorno passate a pelare, pulire, sbagliare e ricominciare. La schiena che bruciava e una sola certezza — un giorno sarei diventato chef.

Dessert a specchio, la precisione della cucina gourmet
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La linea

Dove si impara la precisione

Dopo tre anni ho salutato il mio primo maestro e ho camminato da solo. La prima estate vera all'Hotel Gioiella, a Igea Marina. Il primo inverno al Grand Hotel La Torre, a Sauze d'Oulx: facevo gli antipasti in una cucina gourmet che mi chiedeva precisione millimetrica. Da allora non mi sono più fermato.

Ritratto dello chef Fatjon Geri, oggi alla guida di due hotel
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Oggi

Dalla linea alla regia

Sono sette anni che firmo i menu come chef. Da due guido la cucina dello Chalet du Lys Hotel & SPA, a Gressoney-la-Trinité, e da un anno gestisco due strutture, un tre e un quattro stelle. Oggi porto questa esperienza anche nelle cucine degli altri, come consulente: rimetto ordine nel menù, nei costi e nella brigata, senza stravolgere l'identità di chi mi chiama.

Un piatto povero, fatto con rispetto, diventa un ricordo che resta.
Dalle strade di Istanbul
alla guida di due hotel.